Questo è un articolo di 10 anni fa. Ed è, purtroppo, ancora valido, nel senso che poco è stato fatto in sostanza per far partecipare la comunità alla progettazione dei servizi web pubblici.

Certo oggi c’è Designer Italia che è una bellissima cassetta degli attrezzi che, tuttavia, anche comuni medio grandi come il mio faticano ad utilizzare. E’ una questione legata al fatto che non bastano le competenze e le metodologie se chi ha responsabilità poi, di fatto, non ha responsabilità.

In altre parole non c’è modo di giudicare l’operato di una classe dirigente molto brava ad “ottemperare” e parallelamente a scansare ciò che sarebbe invece necessario fare per migliorare concretamente le cose. Il che sarebbe un lavoro gratificante ma oggettivamente più difficile.

Ci sono ragioni, se vogliamo, politiche, organizzative e antropologiche  (i funzionari pubblici appartengono per lo più alla fortunata  e disgraziata generazione dei baby boomers) che giustificano questa situazione e ci sono eccezioni che confermano la regola.

Un progetto per avviare un processo di crescita della partecipazione pubblica che contribuisca al miglioramento della qualità della vita dei riminesi.

Il direttore generale del Comune di Reggio Emilia, Mauro Bonaretti , afferma che “i stituzioni forti sono solo dove esistono comunità forti.” (“Governare la rete: dalle parole ai fatti”) se questo è vero, è necessario impegnarsi per trovare da una parte sistemi e strumenti che ci aiutino concretamenente ad integrare il contributo dei cittadini nella gestione amministrativa e dall’altra è necessario apportare quei cambiamenti all’organizzazione che, al momento, è largamente inadatta e, probabilmente, incapace a gestire processi decisionali di rete, in cui il pubblico non è il solo attore. Paradossalmente nei momenti più complicati, nelle emergenze, questo modello si impone automaticamente, benchè drammaticamente, e il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati dà straordinari risultati in termini di tempestività ed efficienza degli interventi: perchè non riprodurre e mettere a sistema questo metodo di gestione concertata e diretta anche nell’ordinario?

Prerequisito di questa svolta organizzativa è la la consapevolezza culturale e politica che in questo momento di grave crisi e di crescente complessità dei sistemi urbani, dei problemi e delle soluzioni, è sempre più evidente che il Comune possa e debba avvalersi del contributo ‘intelligente’ della comunità. E’ fondamentale  trovare i sistemi che consentano a chi governa di utilizzare l’intelligenza e la creatività diffusa al di fuori degli schemi tradizionali e delle rigide pianificazioni che sono spesso inadeguate ad affrontare una realtà in rapido mutamento e sembrano ideate per rimanere disattese. E’ necessario che il Comune riesca in primo luogo ad utilizzare meglio le risorse della sua non esigua comunità interna: perchè non sperimentare internamente nuovi modi di relazionarsi che stimolino la creatività dei dipendenti e li sollecitino ad affrontare in maniera creativa i problemi?

Perche non fare della intranet un sistema interattivo in cui condividere la conoscenza interna e stabilire nuove, inedite, forme di collaborazione?

E’ opportuno un salto di qualità cognitivo soprattutto da parte dei dirigenti che debbono abbandonare una visione meramente gerarchica ed entrare in una prospettiva di rete: perchè ancora oggi è impedito alla maggioranza dei dipendenti di accedere al più formidabile strumento di comunicazione interattivo, Facebook,che esiste in questo momento? E lo stesso vale per Twitter e per altri social media utili per la promozione dell’ente (FoursquarePinterestGoggle+ ecc. ecc.).

Questo atteggiamento di malcelata sfiducia viene poi spesso ripagato con la stessa moneta, incentivando disaffezione e scarsa creatività. All’interno di un sistema di regole, poche, semplici e di buon senso, l’utilizzo del social network (e dei social media in generale) all’interno dell’Ente può essere molto positivo contribuendo da una parte alla rimotivazione dei dipendenti e dall’altra ad una maggiore e tempestiva comunicazione interattiva con la comunità.

Il gruppo lavoro intersettoriale per l’innovazione organizzativa

In primo luogo sarebbe opportuno formare un gruppo di lavoro intersettoriale composto da referenti dei vari settori comunali che costituiscano da una parte un audit permanente delle problematiche interne relative al settore di competenza e dall’altra siano l’interfaccia privilegiata (insieme all’Urp) verso l’esterno. Essi costituiscono l’elemento che facilita la comunicazione interattiva dell’ente e allo stesso tempo sono gli attori principali del processo di innovazione interna.

Compiti del gruppo

  • gestione del sito web (redattori) e del crm (punto d’ascolto)
  • risposte in tempo reale su Facebook/Twitter a quesiti che riguardino il settore di appartenenza
  • gestione delle interazioni/proposte/sollecitazioni che vengono sottoposte dalla comunità sulla
  • piattaforma wiki dell’Ente (ideario, openmunicipio ?
  • realizzazione e manutenzione degli archivi di competenza che compongono il catalogo degli open data dell’Ente

E’ urgente un momento di formazione interna per il gruppo di lavoro in modo da condividere obiettivi e pratiche riguardo i compiti su elencati, questo corso interno (che può essere reso permanente utilizzando la nuova intranet) può essere gestito dalla redazione urp interna. E’ necessario, ulteriormente, fare anche un corso di formazione rivolto invece alla sfera dirigenziale e politico amministrativa che sappia coniugare l’aspetto didattico a un discorso culturale che sappia dare forti motivazioni al management.

Amministrare 2.0

Principi di riferimento in base ai quali produrre azioni

Il Manifesto dell’Amministrare 2.0  (camp del 12/5/2009 presso forum PA 2009) è alla base delle azioni legate alla trasformazioni della amministrazione pubblica verso un modello basato sul confronto che
possa effettivamente superare l’autoreferenzialità dei comportamenti di ancora largaparte delle strutture

L’ispirazione del manifesto è quella che nel settore privato ha dato vita al Cluetrain manifesto che ha messo al centro dell’attenzione ii mercati conversazionali, il concetto di prosumer e il concetto di customerization Il manifesto è stato scritto in modalità collaborativa utilizzando un wiki.

  • Infrastruttura come diritto E’ necessario avere la rete: la rete è il computer, utilizziamo social media per collaborare. Vanno favorite dagli amministratori le comunità.
  • Presentazione semantica: la presentazione autoreferenziale della P.A. è suicida, favorire la possibilità di costruire la PA come la vuole il cittadino.
  • Disintermediare: un istanza da qualunque livello parte può arrivare ai vertici e non mascherarsi più: gli impiegati devono essere identificati
  • I dati non sono di chi amministra ma dei cittadini e quei patrimoni devono dare valore ai servizi
  • Va favorito l’utilizzo dei servizi del web sociale: quindi se c’è disponiibilità di servizi web che hanno cambiato gli stili di vita perché non usarli anche dentro l’Amministrazione? Lo stile di vita dei nativi digitali è cambiato e la PA deve cercare di adottare quegli stili di vita che semplificano.
  • I cittadini hanno diritto di manifestare i propri indici di gradimento: sistema dialogico, se il servizio non ti va bene devi potere manifestare il tuo pensiero
  • La pubblica amministrazione deve favorire la cultura del web: la PA deve bonificare i canali, gli strumenti del web sociale, deve entrare sulle piattaforme e mettere i propri contenuti, non basta fare la pagina su FB bisogna spostare tutti i propri comunicati anche su questo target di utenti
  • I comuni e le amministrazioni più vicine ai cittadini, per il principio di sussidiaretà, devono promuove tutte le forme utili allo sviluppo della cultura digitale.
  • La cittadinanza digitale deve essere riconosciuta come status non solo di dovere ma anche come di diritto

Ristrutturazione siti e canali tematici

Si impone una reingegnerizzazione dei siti del Comune e della comunicazione digitale in generale che abbia come principio ispiratore la visibilità delle informazioni. Bisogna procedere ad una forte semplificazione
dell’architettura dei contenuti. Questo comporta anche la selezione e migrazione ad una nuova piattaforma software di gestione dei contenuti preferibilmente ‘open source’ che garantisca da una parte
la ‘robustezza’ e dall’altra una elevata flessibilità di manutenzione ed evoluzione Bisogna cercare di integrare i social media nella comunicazione istituzionale.
Parole chiave della ristrutturazione: search engine optimizationsemplificazioneintegrazione social media, …

Nuova intranet comunale

Un moderno wiki interno per condividere la conoscenza e stimolare la collaborazione

L’ intranet aziendale deve diventare uno strumento di comunicazione e condivisione delle informazioni e delle competenze, deve consentire una condivisione documentale semplice ed usabile, ed essere gestibile
ed aggiornabile autonomamente perchè la intranet deve adattarsi con tempestività ai cambiamenti e alle necessità aziendali. La progettazione della nuova intranet deve coinvolgere il maggior numero di persone.

Migliorare i sistemi di ascolto e dialogo

Utilizzo ‘potenziato’ dei social media e definizione di una policy di gestione (social media policy).

Twitter e Facebook (come altri social) in cui è possibile postare segnalazioni di idee e proposte nei confronti delle giunte comunali. Sono anche questi strumenti di “crowdsourcing amministrativo”, su Twitter ad
esempio ricordiamo l’utilizzo in questa ottica degli hashtag: #pisapiasentilamia, #fassinosentitorino , #merolasentilamia , #berrutilasciachetiaiuti, #matteucciascoltacitutti #renzichenepensi eccetera.
Si manifesta ovvero un nuovo desiderio di partecipazione – o wikicrazia, per dirlo con Cottica – che richiede a gran voce ascolto da parte degli attori politici e studio da parte degli analisti.

L’ufficio comunicazione ha la responsabilità di tutte le attività di comunicazione web e multimediale e definisce attraverso un proprio documento gli standard di utilizzo dei social network all’interno dell’Ente che stabilisce anche la figura del social media manager. L’Ufficio comunicazione dietro specifica richiesta autorizza i settori, uffici, dipendenti e collaboratori del Comune di Rimini, all’apertura di canali, gruppi o
pagine sui social network che siano riconducibili o relative ad attività svolte dall’Amministrazione; La realizzazione di altri siti internet istituzionali, nonché lo sviluppo di applicativi e interfacce web, dovrà
essere espressamente e preventivamente autorizzata dal responsabile comuncazione del Comune di Rimini.

Realizzare piattaforme partecipative pubbliche

Crowdsourcing Amministrativo

Si tratta di uno strumento di “crowdsourcing amministrativo”, ovvero di creazione e suggerimento di proposte “dal basso”, da parte dei cittadini. Nell’Ideario è possibile inserire delle idee, commentarle e
soprattutto votare la propria e quelle degli altri. Le idee più votate “salgono” in cima alla pagina. E’ anch possibile avere altre visualizzazioni, come ad esempio vedere per prime le idee più recenti. Le idee sono inoltre categorizzate secondo il tema – Urbanistica, Sport, Trasporti, etc – ed è possibile usare tag liberi per classificarle ulteriormente.
Il sistema usato è Ideascale un servizio ad hoc molto facile da configurare. Il servizio è gratuito per un uso di base, mentre per avere funzioni in più è necessario pagare mensilmente una quota.

E’ una piattaforma aperta in cui i cittadini (privati od organizzati) possano, in base ad un regolamento ed un
vademecum (predisposti alllo scopo) possano:

  1. Inserire idee, progetti, richieste articolate
  2. Discutere dei progetti inseriti
  3. Votare i progetti in modo da evidenziare le priorità della comunità
  4. Stabilire le modalità amministrative attraverso le quali l’Ente può/deve aderire (o meno) alle richieste che hanno il maggior consenso da parte dei cittadini.

E’ fondamentale che questo board pubblico/privato sia monitorato da referenti di ciascun settore dell’Ente sotto il coordinamento dell’ufficio comunicazione e che siano stabilite in modo approfondito e rigoroso le regole di cui al punto 4 della lista.

L’esempio più famoso è l’Ideario per Cagliari  che nasce il 31 Maggio 2011, circa 24 ore dopo l’elezione di Massimo Zedda a sindaco di Cagliari.

“Openmunicipio”

Openmunicipio è una piattaforma web nazionale che usa i dati politico‐amministrativi ufficiali dei comuni aderenti per offrire alla cittadinanza servizi di informazione, monitoraggio e partecipazione attiva alla vita della propria città.

Le informazioni sulle attività di sindaco, giunta e consiglio sono aggiornate in tempo reale e i cittadini possono partecipare ai lavori, documentandosi e interagendo con gli strumenti di relazione del sito e con i
media sociali di internet.

La piattaforma Openmunicipio ha molteplici obiettivi che, però, possiamo sintetizzare con la parola trasparenza o nel concetto anglosassone ‘accountability’, nel rendere conto in modi seplici e accessibili da
tutti i cittadini, di tutti i comportamenti della Pubblica Amministrazione.

Nello specifico il progetto consente di implementare un albo pretorio 2.0 e di più facile consultazione, si valorizza l’attività politica degli orgnai istituzionali rendenfo disponibili gli archivi anche storici, permette di monitorare il comportamento dei politici (come votano, le presenze/assenze ecc. ecc.) e questo costituisce un elemento di valorizzazione della buona politica e riavvicinamento dei cittadini alle Istituzioni. Consente infine di effettuare condivisioni e comparazioni con gli altri Comuni che utilizzano la piattaforma.

La piattaforma è in codice aperto e se il Comune riesce a mettere a disposizione i dati degli atti in formato xml (cosa che dovrebbe essere abbastanza semplice visto che l’albo pretorio è completamente
informatizzato) la realizzazione del sito è estremamente veloce, tra l’altro l’iniziativa è molto stretamente legata al processo di apertura dei dati pubblici e si potrebbero trovare inedite sinergie tra i due progetti..
Il costo per un Comune medio come Rimini (da 50.001 a200mila abitanti) è: prezzo di avviamento (una tantum) 4.000 euro, canone annuo per il mantenimento 8.000 euro.

Il primo Comune che ha aperto questa piattaforma è il Comune di Udine http://udine.openmunicipio.it/.

Queste note non esauriscono l’argomento e rimandano ad ulteriori approfondimenti in fase di progettazione.

Restituire il patrimonio informativo alla città

E’ necessario pensare ai processi di apertura degli archivi come a cicli che partono dalla definizione di obiettivi ed azioni conseguenti che comprendono anche delle fasi di controllo e monitoraggio. La
pianificazione degli obiettivi può essere fatta in sede di redazione dei PDO.

Ogni struttura funzionale deve identificare i dati di propria competenza informandone l’ufficio comunicazione che coordina le operazioni. L’ufficio comunicazione procederà all’analisi dei dataset identificati verificando ai sensi del vademecum sugli open data l’accuratezza e la completezza dei dati medesimi, curandone la pubblicazione e monitorandone la successiva diffusione.

Applicazioni mobili per il Comune

Lo spostamento dei servizi informativi e applicativi su dispositivi mobili connessi alla rete (smartphone, tablet, ebook ecc. ecc.) è, probabilmente, una rivoluzione tecnologica pari a quella della introduzione del
personal computer nelle amministrazioni pubbliche . Attraverso applicazioni mobili è possibile fornire servizi georeferenziati ai cittadini e ricevere informazioni in tempo reale sul luogo dove si verificano delle criticità che richiedano interventi celeri.

L’ambito mobile è quello in cui, probabilmente, si sposa meglio la logica crowdsourcing ed user generated content del web anche se esiste un rischio, paventato da alcuni, di uno svuotamento del web a favore di alcuni ‘giardini protetti’ (Apps store, Android market) che sarebbe tuttavia controproducente per gli stessi grandi player della Rete di oggi. E’ possibile e opportuno, dunque, integrare le applicazioni mobili con il web (siti e social) pubblicando le informazioni (in modo più o meno mediato) anche su questi canali. Prende corpo in modo completo ed integrato un modello di comunicazione e di pubblica amministrazione multipiattaforma e multicanale.

Costruire la piazza virtuale

Il Comune ha selezionato il miglior progetto per la realizzazione di una infrastruttura tecnologica abilitante capace di garantire l’accesso gratuito alla rete su tutta o ampia parte del territorio della città. Occorre
pensare ad una visione integrata dello sviluppo della città stessa così come, peraltro, è già stato previsto in maniera articolata dal Piano Strategico di cui questo Comune si è dotato.

All’interno di quel Piano le azioni strategiche in questo contesto hanno l’obiettivo di costruire quella che viene definita una ‘città intelligente’. In cui si hanno comportamenti ‘intelligenti’ e in cui anche le cose ci
comunicano informazioni vitali per la governance ‘intelligente’.

La possibilità di connettersi alla rete, per uomini e cose, è il prerequisito tecnologico per dare fondamento a quella partecipazione che alla base dei concetti di wikicrazia e di crowdsourcing, senza possibilità di accedere non esiste oggi diritto di cittadinanza.

NON Conclusione

E’ necessario coniugare una coraggiosa visione del futuro con una attenta e costante gestione quotidiana delle risorse, consapevoli che è un processo lungo, non privo di ostacoli e che richiede attenzione e competenza non usuali e dunque uno sforzo di crescita culturale da parte di tutti, una disponibilità a cambiare (che è forse il tratto più difficile da conquistare).

@mauroferri