Clan combattenti in una deriva libanese (sul Titanic)

dicembre 21st, 2008 § 0 comments § permalink


RMS Titanic

Inserito originariamente da skipgoforth

Mentre qualcuno impietosamente e, secondo me con troppa, quasi compiaciuta, sicurezza dà per spacciato il pur giovane Partito Democratico, sui quotidiani imperversano le analisi e i commenti sulla crisi di quello che rimane pur sempre il maggior partito di opposizione il cui disfacimento, sarebbe un altro duro colpo per la democrazia italiana già duramente provata dall’ineffabile Cavaliere.

Oggi su Repubblica viene dato ampio risalto al dibattito all’interno del PD e ci sono i pur sempre interessanti editoriali di Scalfari la cui prima parte è una trascrizione testuale di una intervista ad Enrico Berlinguer del 1981 che sembra essere scritta ierii, c’è il pezzo di Ilvo Diamanti e un articolo di Marc Lazar ma, secondo me, la cosa più impressionante (perchè tutti quelli che vivono questa esperienza politica, la potrebbero confermare, anche se magari non in maniera così terribile) è la testimonianza dell’ex segretario comunale del PD napoletano, la professoressa Giammattei, la quale dà conto efficacemente del muro di divisioni, conflitti interni, slealtà e interessi costituiti su cui si è schiantato il sogno del PD come un Titanic contro l’iceberg.

E la metafora del Titanic risulta calzante anche guardando i comportamenti inconsapevoli di molti quadri dirigenti i quali se la cantano e se la suonano come l’orchestra del Titanic sulla tolda mentre il transatlantico affonda.

Diamanti indica nel recupero della coalizione, mi pare, la via per ridare speranza all’alternativa a Berlusconi e pensa che un PD da solo non sarebbe in grado, in tempi brevi, di costruirla. Ma quanto tempo è servito a Blair per rifare il Labour e riportarlo al governo ?

E siamo sicuri che non sia meglio per un pò stare fuori dalle stanze del potere (anche a livello locale) per eliminare le tante ‘scorie’ che si sono accumulate data la mancanza di ricambio ?

Questa è l’unica prospettiva che rimane se la classe dirigente del PD non si rende conto della necessità assoluta del rinnovamento e non procede autonomamente alla pulizia.

Lezione abruzzese (e napoletana)

dicembre 19th, 2008 § 0 comments § permalink

PD in dissoluzioneLa faccio poco lunga: credo che sia ormai chiaro che oggi o si cambia o si muore.
Non ci sono più scuse, giustificazioni o attenuanti: è assolutamente  necessario concretizzare le parole che si sono largamente spese nel 2008, rinnovamento, democrazia, trasparenza, partecipazione e, quindi,  primarie.
Basta con i giochi, i tatticismi,  le consorterie, vogliamo una vera battaglia delle idee e se il potere non c’è forse è anche meglio. E’ il momento di aprire le porte, stimolare le discussioni e accettare volentieri le critiche.

Quando non c’è una forte motivazione ideale e il potere rimane l’unico collante è ‘normale’ che succeda quello che in questi giorni accade a Napoli o a Pescara. Per questo è necessario, utile e democratico il ricambio politico. Questo vale ovviamente anche per la destra , ma pare che l’elettorato di centrosinistra sia, come si vede anche dall’enorme astensionismo delle elezioni regionali abruzzesi, assai più sensibile alla coerenza tra le parole e i comportamenti concreti.

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