Sotto Marino
sabato, agosto 8th, 2009
Di seguito il modulo attraverso il quale potete contribuire alla realizzazione del programma della mozione Marino che in Emilia Romagna è coordinata da Thomas Casadei

Di seguito il modulo attraverso il quale potete contribuire alla realizzazione del programma della mozione Marino che in Emilia Romagna è coordinata da Thomas Casadei
E’ di ieri l’intervento di un folto gruppo di intellettuali riminesi che hanno deciso di pubblicare su un blog le loro tesi che faranno, certamente, discutere.
L’apertura di un nuovo, moderno, spazio di discussione sulle cose riminesi non può che essere accolto con favore anche se io avrei lasciato ai lettori la possibilità di commentare l’appello. (mi sono sbagliato i commenti sono ammessi…)
Sono abbastanza d’accordo con la tesi di fondo anche se la rappresentazione dell’oligarchia come una cupola onnipotente e coesa nel perseguimento dei propri deteriori interessi mi pare eccessivamente semplificatoria.
Quello che mi lascia più perplesso è invece il giudizio liquidatorio sul Piano Strategico, che deve ancora essere presentato ufficialmente, e, quindi, ancora non c’è: come ? Una volta che l’oligarchia consente la realizzazione di un organismo, composto di centinaia di persone, rappresentanti i più svariati interessi e culture, che deve ripensare la città e proiettarla nel futuro invece di partecipare (anche solo per scoprire se veramente si tratta solo di una ‘cortina fumogena’) ci si limita a criticarlo dall’esterno senza neppure apettare, tra l’altro, che veda la luce ? Non mi pare molto corretto.
Tra l’altro adesso è possibile partecipare, anche se non si è ufficialmente parte dell’Associazione del Piano Strategico, semplicemente iscrivendosi al forum on-line riminiventure.ning.com
La faccio poco lunga: credo che sia ormai chiaro che oggi o si cambia o si muore.
Non ci sono più scuse, giustificazioni o attenuanti: è assolutamente necessario concretizzare le parole che si sono largamente spese nel 2008, rinnovamento, democrazia, trasparenza, partecipazione e, quindi, primarie.
Basta con i giochi, i tatticismi, le consorterie, vogliamo una vera battaglia delle idee e se il potere non c’è forse è anche meglio. E’ il momento di aprire le porte, stimolare le discussioni e accettare volentieri le critiche.
Quando non c’è una forte motivazione ideale e il potere rimane l’unico collante è ‘normale’ che succeda quello che in questi giorni accade a Napoli o a Pescara. Per questo è necessario, utile e democratico il ricambio politico. Questo vale ovviamente anche per la destra , ma pare che l’elettorato di centrosinistra sia, come si vede anche dall’enorme astensionismo delle elezioni regionali abruzzesi, assai più sensibile alla coerenza tra le parole e i comportamenti concreti.