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Libertà di stampa

domenica, maggio 3rd, 2009

freedomofthepress2009_mopf

La Casa della Libertà (Freedomhouse.org), quella vera, include, nel suo ultimo rapporto, l’Italia nel novero di quei Paesi in cui la libertà dell’informazione non è del tutto garantita.

In Italia ciò è dovuto:

1) ad una legislazione che favorisce le cause legali contro i giornalisti per dubbi motivi di diffamazione,

2) alla crescita delle intimidazioni da parte della crimine organizzato  e di non meglio precisati gruppi di estrema destra

3) alla persistente concentrazione della proprietà dei media aggravata (aggiungo io) ovviamente, dall’arrivo al governo di Silvio Berlusconi che in tal modo può controllare , in molti modi,  la metà della televisione che non possiede direttamente

La situazione della libertà di stampa nel mondo non è in via di miglioramento, sono molte le aree in cui essa è negata, ma quantomeno in quello che ci ostiniamo, con qualche ragione, a definire, mondo libero, essa è ampiamente e pienamente garantita, che l’Italia per i summenzionati motivi, ne sia parzialmente esclusa è, a mio parere, una vergogna di cui probabilmente non si avrà  conto nelle televisioni di sua Maestà e, forse, neanche in quelle, cosidette, pubbliche (io l’ho sentita, infatti, su Sky).

Mio padre aka ‘Campanel’

domenica, aprile 26th, 2009

padreDi che stiamo parlando ?

Vogliono equiparare i combattenti della Repubblica di Salò (ultima degenerazione del fascismo, governo fantoccio dei nazisti in Italia dopo l’8 settembre) ai partigiani, è stata, infatti, presentata a tal proposito una proposta di legge la cui lettura mi ha mpressionato perchè in nome (col prestesto) della pacificazione si mettono sullo stesso piano i partigiani che hanno combattuto e sono morti per la nostra libertà e coloro che, più o meno consapevolmente, erano al soldo dei nazisti. Questo andrebbe fatto istituendo un unico Ordine del Tricolore i cui membri, a prescindere dalla parte in cui hanno combattuto,  avrebbero diritto ad una onoreficenza, un (esiguo) assegno vitalizio,  e alla pensione di guerra.

Mio babbo, classe 1920,  si è fatto quattro anni di guerra, è stato in Albania, Grecia, sul fronte siciliano,  è stato uno di quei soldati lasciati allo sbando dai nostri comandi militari il quale dopo l’8 settembre invece di starsene al sicuro a casa (dove era tornato per una licenza)  si è riconsegnato in caserma ed  ha rischiato di essere deportato nei lager nazisti: è riuscito fortunosamente a scappare dal treno diretto al Brennero nelle vicinanze di Verona, poi è stato ospitato da un contadino di San Bonifacio fino a quando mio nonno non è andato a prenderlo per riportarlo a casa. Non credo abbia sparato un colpo, era attendente di un ufficiale, ma è stato mitragliato,  si è preso la malaria e ha visto i suoi compagni morire sotto i bombardamenti, mio babbo campa con la pensione di ex spazzino e nessuno ha mai pensato di dargli una onorificenza.

Certamente va riconosciuta la pietà  per i tanti giovani sacrificati che magari erano convinti di combattere per la patria e vanno riconosciute, sono state riconosciute da politici di sinistra, storici e giornalisti (Pansa docet) anche le zone d’ombra, i crimini che sono stati compiuti durante e dopo la fine della guerra in nome della Resistenza ma questo non significa affatto mettere sullo stesso piano vincitori e vinti perchè da una parte stanno le ragioni della libertà e le basi stesse della rinascita dello Stato democratico e dall’altra l’intollerabile difesa del regime responsabile dell’Olocausto.

Mi viene da rabbrividire pensando a cosa sarebbe successo se avessero vinto gli altri,  altro che onorificenze, non credo che i resistenti o i loro eredi  avrebbero potuto diventare, chessò, ministro della Difesa o sindaco di Roma…

Omid Reza Mir Sayafi

sabato, marzo 21st, 2009

n61678271711_5944Il 18 marzo è morto in carcere a Teheran il blogger e giornalista iraniano Omid Reza Mir Sayafi,  aveva 29 anni e  negli ultimi tempi soffriva di una forma acuta depressione. Era stato condannato a due anni e mezzo semplicemente per avere criticato sul suo blog la repubblica teocratica degli ayatollah !

Omid è il simbolo di un Iran diverso, che pure esiste e resiste nel medioevo  oscuro che i fondamentalisti hanno calato su questo bellissimo paese. Tra tre mesi ci saranno in Iran le elezioni speriamo che gli iraniani si ricordino del Suo sacrificio.

Omid è anche la drammatica testimonianza del ruolo chiave di Internet nella lotta per la libertà.