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	<title>mferri.com &#187; eroe</title>
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		<title>Giorgio Ambrosoli: la forza della normalità</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 16:38:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politics]]></category>
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		<description><![CDATA[Abito in una via che interseca un grande viale da poco aperto e dedicato alla memoria di Giorgio Ambrosoli, l&#8217;avvocato milanese liquidatore delle banche di Sindona e, per conto di questo, assassinato nel 1979. Da poco suo figlio Umberto ha pubblicato un libro (&#8220;Qualunque cosa succeda&#8221; Sironi Editore) in cui racconta la vicenda e la figura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-798" title="IMG_0477" src="http://www.mferri.com/wp-content/uploads/2010/01/IMG_0477-225x300.jpg" alt="IMG_0477" width="225" height="300" />Abito in una via che interseca un grande viale da poco aperto e dedicato alla memoria di Giorgio Ambrosoli, l&#8217;avvocato milanese liquidatore delle banche di Sindona e, per conto di questo, assassinato nel 1979.</p>
<p>Da poco suo figlio Umberto ha pubblicato un libro (&#8220;<a href="http://www.ibs.it/code/9788851801205/ambrosoli-umberto/qualunque-cosa-succeda.html">Qualunque cosa succeda</a>&#8221; Sironi Editore) in cui racconta la vicenda e la figura del padre e contemporaneamente ne descrive la dimensione &#8216;familiare&#8217; attraverso i suoi ricordi di bambino.  E&#8217; un libro commovente, intimo e, pure, potentemente politico.</p>
<p>Giorgio Ambrosoli è da una parte &#8220;l&#8217;eroe borghese&#8221;, come lo ha definito nell&#8217;altro famoso libro, Corrado Stajano, l&#8217;emblema di una borghesia seria e rigorosa, dedita al lavoro e consapevole del proprio ruolo (una borghesia che non è mai stata maggioranza in questo Paese) e dall&#8217;altra è una padre (e marito) affettuoso. Una famiglia molto bella e anche molto &#8216;normale&#8217; in cui attraverso l&#8217;esempio si educa, mi pare, alla responsabilità verso se stessi, in primo luogo, verso gli altri (la Società) e il Paese (le Istituzioni).</p>
<p>Un esempio ancora molto attuale quello di Ambrosoli,  ancora il mondo politico e quello economico sono pieni di figure che non hanno molto rispetto per le regole e per &#8216;vincere&#8217; utilizzano ogni mezzo ma l&#8217;esistenza di quelle regole non è questione di mero &#8216;bon ton&#8217; come dice Ambrosoli (Umberto): &#8220;Senza la coscienza dei singoli che scelgono di rispettare le norme e con esse la convivenza civile, le leggi da sole non bastano a salvare la società&#8221;</p>
<p>Il rispetto delle leggi è in Ambrosoli è tutt&#8217;uno con il  rispetto per gli altri, egli  ha ben presente nel normale adempimento dei propri doveri d&#8217;ufficio che sta servendo lo Stato e cioè la collettività, Lui sta facendo gli interessi di tutti noi, e primariamente di chi non può difendersi, perchè non ha mezzi, amici potenti, intrallazzi vari. E lo Stato  (inteso in questo caso come le sue massime rappresentanze istituzionali) non riconosce il valore civile e morale del suo lavoro anzi in qualche modo trama con chi ha rubato centinaia di miliardi ai cittadini italiani. Vergognosa, per inciso, è l&#8217;assenza dello Stato (escludendo la Banca d&#8217;Italia e qualche magistrato) ai suoi funerali.</p>
<p>Mi verrebbero da fare dei parallelismi con la situazione politica attuale ma non voglio finirla in polemica, non sarebbe rispettoso per la memoria di quest&#8217;uomo, voglio solo dire che a me, uomo di sinistra (che non sa più bene cosa voglia dire questa parola ma si ostina a definirsi tale) la vita di questo moderato, monarchico, insegna l&#8217;etica della responsabilità e del rispetto, cose molto presenti nella cultura della vecchia classe operaia ma che sono venute meno nel corso degli anni &#8217;70 e &#8217;80 all&#8217;interno dei movimenti di sinistra, ed è paradossale che nel disprezzo delle regole destra e sinistra (da una parte per il prevalere degli interessi individuali e dall&#8217;altra per questioni ideologiche) siano state tragicamente concordi.</p>
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