marzo 2nd, 2008 § § permalink

Un film perfetto con un allucinato Johnny Depp e una schiera di attori perfetti nelle maschere create da Tim Burton, una Londra cupa e sporca (ricreata dal premio Oscar Dante Ferretti) che è il perfetto contesto del musical grand-guignolesco, musiche e testi convincenti eppure mi sono abbastanza annoiato poi parlando con mia figlia, 16 anni, (cui al contrario il film è piaciuto molto) ho capito il perchè.
Non leggo più fumetti ormai da decenni! (tranne qualche rara eccezione come
Maus a dire la verità… ) e dunque è una semplice questione d’anzianità. I ragazzi riconoscono “i segni” di Tim Burton e li apprezzano perchè fanno parte della loro personale ‘iconografia’, amano le tinte forti, si identificano con gli inquieti, fragili, romantici e maledetti eroi del geniale regista, cosa che è , giustamente, impedita a chi ha qualche (parecchie) primavere in più di loro… ahimè!
gennaio 21st, 2008 § § permalink
E’ la storia dell’ascesa e della caduta di un potente boss che aveva costruito la sua fortuna basandosi su solidi valori familiari e, al contempo, su una condotta spregiudicata e amorale non priva di intuito ed intelligenza. Non mancava di accompagnare l’anziana madre in chiesa alle funzioni domenicali e nonostante la ricchezza osservava una certa morigeratezza dei costumi: non beveva, non fumava, non si drogava, non tradiva la bella moglie.
Per quanto sia difficile crederlo non si tratta di un film sull’attualità politica italiana ma del ‘gangster movie’ del grande Ridley Scott, quello di Thelma & Louise , di Blade Runner e de Il gladiatore , qui tuttavia non si trova un idea nuova che sia una. I luoghi comuni del genere ci sono tutti a partire dal poliziotto dalla vita privata sfasciata ma integerrimo (Russel Crowe), alla violenza spietata del boss che però ha una sua etica (Denzel Washington), dalla polizia corrotta alla downtown degradata sullo sfondo della guerra del Vietnam.
Si fatica un pò a credere che sia una storia vera vista l’abbondanza degli stereotipi rappresentati, su tutto prevale quella che il mio amico Pietro chiamerebbe ‘visione estetizzante’ tipica di un regista come Scott che proviene dalla pubblicità, ma che altrove aveva vestito storie più originali.
Mi rimane la consolazione di rilevare che almeno ho una cosa in comune con Russell Crowe: la pancetta! Anzi lui di più. Probabilmente anche lui è reduce dalle abbondanti libagioni natalizie: nelle scene d’azione la fatica dell’attore pare, al contrario del resto, assai vera e muove un pò a compassione.
Scusa Russel avrei voluto essere più… clemente, ma non ci sono riuscito.
gangster, poliziotto, vietnam, downtown, crowe, scott, washington,clemente,estetizzante
dicembre 26th, 2007 § § permalink
Si sa non è cosa facile fare un bel film da libri e autori importanti, ci vorrebbe un Luchino Visconti, un maestro, insomma, per restituire almeno in parte la magia di questi grandi libri altrimenti si fanno degli adattamenti per la massa, lavori anche dignitosi che strizzano molto l’occhio allo spettatore imbolsito dalle abbondanti libagioni natalizie.
In questo caso si sta su una via di mezzo che alla fine scontenta tutti, mi dispiace perchè gli attori sono tutti bravi (a partire da Giovanna Mezzogiorno e Javier Bardem) e la fotografia, le ambientazioni sono molto belle e suggestive, la musica un pò eccentrica (Shakira?) ma ci sta, tuttavia si esce poco convinti della riuscita dell’impresa, non ci si diverte più di tanto, nè si riesce a cogliere appieno la magia e la poesia della storia.
La scena d’amore tra i due amanti ormai anziani è, tuttavia, commovente e importante come sottolineava la stessa Mezzogiorno in televisione, concordo poi con quanto si dice qui e con quello che cantava Franco Battiato ne “La stagione dell’amore” (da “Orizzonti perduti”, 1983):
La stagione dell’amore viene e va,
i desideri non invecchiano quasi mai con l’età..
[youtube 3upmUcSdwq8 210 175]
[youtube Jn8kht2GVsM 210 175]
Garcia Marquez, Visconti, Mezzogiorno, Bardem, Battiato, Shakira, Newell, letteratura, cinema, poesia
dicembre 1st, 2007 § § permalink
Questi sono film girati benissimo, tecnicamente perfetti, bella fotografia, suggestive ambientazioni, attori giusti, ma danno l’idea di essere dei giganteschi spot pubblicitari: dov’è la storia?
Della serie sotto il vestito niente.
cinema, bourne, pubblicità