Chissa se la politica italiana ci arriverà mai... http://snipurl.com/618l8 [www_techcrunch_com] 1 day ago

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La breve vita felice di Francis Macomber

ATTENZIONE! HemingwaySE LEGGETE IL POST CONOSCERETE LA FINE DEL RACCONTO!

Una storiella di quel gran maschilista di Ernest Miller Hemingway sulla vita e sulla morte, sull’eterno triangolo, con il vero uomo (quello che non deve chiedere mai!) l’uomo-bambino e la donna perversa, ma Ernest è  formidabile nel descrivere sullo sfondo della impari battaglia con le bestie della prateria (leoni, antilopi, bufali) la più sotterranea ma non meno letale guerra tra gli umani, in particolare tra Francis e la bella (e crudele) moglie Margaret della quale subisce pavidamente i frequenti tradimenti.

Francis è un codardo, e la sua fuga di fronte al leone pur ferito lo rivelerà a tutti, questa paura è la paura di tutti gli uomini che non sono mai cresciuti e sono, dunque, incapaci di vivere, e sono preda, così pensa Ernest, di queste donne manipolatrici e un pò perverse.

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Sweeney Todd

Un film perfetto con un allucinato Johnny Depp e una schiera di attori perfetti nelle maschere create da Tim Burton, una Londra cupa e sporca (ricreata dal premio Oscar Dante Ferretti) che è il perfetto contesto del musical grand-guignolesco, musiche e testi convincenti eppure mi sono abbastanza annoiato poi parlando con mia figlia, 16 anni, (cui al contrario il film è piaciuto molto) ho capito il perchè.
Non leggo più fumetti ormai da decenni! (tranne qualche rara eccezione come Maus a dire la verità… ) e dunque è una semplice questione d’anzianità. I ragazzi riconoscono “i segni” di Tim Burton e li apprezzano perchè fanno parte della loro personale ‘iconografia’, amano le tinte forti, si identificano con gli inquieti, fragili, romantici e maledetti eroi del geniale regista, cosa che è , giustamente, impedita a chi ha qualche (parecchie) primavere in più di loro… ahimè!

American gangster

Locandina American GangsterE’ la storia dell’ascesa e della caduta di un potente boss che aveva costruito la sua fortuna basandosi su solidi valori familiari e, al contempo, su una condotta spregiudicata e amorale non priva di intuito ed intelligenza. Non mancava di accompagnare l’anziana madre in chiesa alle funzioni domenicali e nonostante la ricchezza osservava una certa morigeratezza dei costumi: non beveva, non fumava, non si drogava, non tradiva la bella moglie.

Per quanto sia difficile crederlo non si tratta di un film sull’attualità politica italiana ma del ‘gangster movie’ del grande Ridley Scott, quello di Thelma & Louise , di Blade Runner e de Il gladiatore , qui tuttavia non si trova un idea nuova che sia una. I luoghi comuni del genere ci sono tutti a partire dal poliziotto dalla vita privata sfasciata ma integerrimo (Russel Crowe), alla violenza spietata del boss che però ha una sua etica (Denzel Washington), dalla polizia corrotta alla downtown degradata sullo sfondo della guerra del Vietnam.

Si fatica un pò a credere che sia una storia vera vista l’abbondanza degli stereotipi rappresentati, su tutto prevale quella che il mio amico Pietro chiamerebbe ‘visione estetizzante’ tipica di un regista come Scott che proviene dalla pubblicità, ma che altrove aveva vestito storie più originali.

Mi rimane la consolazione di rilevare che almeno ho una cosa in comune con Russell Crowe: la pancetta! Anzi lui di più. Probabilmente anche lui è reduce dalle abbondanti libagioni natalizie: nelle scene d’azione la fatica dell’attore pare, al contrario del resto, assai vera e muove un pò a compassione.

Scusa Russel avrei voluto essere più… clemente, ma non ci sono riuscito.

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L’amore ai tempi del colera

Fermina DazaSi sa non è cosa facile fare un bel film da libri e autori importanti, ci vorrebbe un Luchino Visconti, un maestro, insomma, per restituire almeno in parte la magia di questi grandi libri altrimenti si fanno degli adattamenti per la massa, lavori anche dignitosi che strizzano molto l’occhio allo spettatore imbolsito dalle abbondanti libagioni natalizie.

In questo caso si sta su una via di mezzo che alla fine scontenta tutti, mi dispiace perchè gli attori sono tutti bravi (a partire da Giovanna Mezzogiorno e Javier Bardem) e la fotografia, le ambientazioni sono molto belle e suggestive, la musica un pò eccentrica (Shakira?) ma ci sta, tuttavia si esce poco convinti della riuscita dell’impresa, non ci si diverte più di tanto, nè si riesce a cogliere appieno la magia e la poesia della storia.

La scena d’amore tra i due amanti ormai anziani è, tuttavia, commovente e importante come sottolineava la stessa Mezzogiorno in televisione, concordo poi con quanto si dice qui e con quello che cantava Franco Battiato ne “La stagione dell’amore” (da “Orizzonti perduti”, 1983):

La stagione dell’amore viene e va,
i desideri non invecchiano quasi mai con l’età..

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