10 domande all’opposizione/maggioranza locale

febbraio 13th, 2010 § 2 comments

Repubblica oggi riporta la notizia che ad un convegno londinese illustri giornalisti e professori (esperti di cose italiane) hanno rilanciato l’idea del decalogo questa volta rivolto alla opposizione e con l’ intendimento di sollecitare e promuovere una alternativa a Berlusconi e al suo sistema di potere che dà, quotidianamente, vistosi segni di cedimento.

Probabilmente sarebbe uno sforzo troppo grande per il PD, oggi, cercare di rispondere a queste domande, ma sarebbe utile e interessante se qualcuno nelle alte sfere ci si volesse cimentare.

Ho provato a declinare il decalogo in salsa locale, anche  lì (qui) dove il centrosinistra è maggioranza. Sono domande che, per ragioni di militanza, rivolgo anche a me stesso:

  1. A quali valori di fondo si ispira la nostra attività amministrativa ?
  2. Perché in 60 anni di quasi ininterrotto governo di centrosinistra non siamo riusciti a ricostruire il teatro comunale e invece in pochissimo tempo abbiamo costruito il centro commerciale più grande dell’Emilia Romagna proprio a ridosso del centro storico non agevolando, in tal modo, una sua riqualificazione ?
  3. Quale idea di città del futuro abbiamo , per quale tipo di sviluppo ci schieriamo ?
  4. Che politiche intendiamo adottare sulla casa, sulla sicurezza  affinchè la società multietnica sia una prospettiva naturale e non un incubo angoscioso ?
  5. Cosa pensiamo di fare  per modificare radicalmente gli attuali metodi di selezione della classe politica e amministrativa e agevolare l’emergere di giovani non ‘irregimentati’ ?
  6. Cosa intendiamo fare per migliorare l’efficenza della burocrazia (che non è una parolaccia, la burocrazia è garanzia di trasparenza!) ?
  7. Cosa pensiamo di fare  per  garantire, accrescere, allargare,  la partecipazione dei  cittadini alla vita politica della città (presupponendo che  la democrazia non sia una delega in bianco ogni 5 anni) ?
  8. Quali azioni pensiamo di realizzare per ridurre il digital divide e sviluppare una  moderna ‘società dell’informazione’  ?
  9. Dove e come pensiamo di risparmiare risorse pubbliche?
  10. Abbiamo qualcuno capace di ricreare la fiducia, la speranza in un progetto, in un sogno, graduale ed onesto, di cambiamento, per cui gli elettori di sinistra potrebbero, dovrebbero votarci?

Grazie in anticipo per le risposte.

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§ 2 Responses to 10 domande all’opposizione/maggioranza locale"

  • Gabriele scrive:

    Domande condivisibili!
    Do la colpa alla minoranza (opposizione) perchè per par condicio mi tocca farlo. Ho saputo di alcuni consiglieri che durante alcune votazioni si sono alzati per andare in bagno e si sono astenuti oppure non c’erano.
    Qualcuno, e non serve dire chi, è stato eletto e in tutti questi anni non ha mai promesso una delle sue promesse pubblicizzate in campagna elettorale: la ricostruzione dell’anfiteatro di via Roma. Questa è una minima parte, certo, ma adesso non mi venire a dire che tolto l’ICI il Comune di è immediatamente indebitato. Questo comune è da molto tempo indebitato, e finirà come quello di Cattolica, perderà cioè una causa contro una banca che gli ha erogato denaro. Non ne faccio tanto una questione di appartenenza politica, ma di appartenenza ad altro: a chi appartengono queste persone che in 60 anni hanno portato Rimini, come turismo, ad uno scalino molto più basso di quello di una volta? Riccione, a modo suo, ha sempre cercato di innovare, di curare e di investire (certo, a volte anche troppo, vedi il Palacongressi), Rimini invece spesso e volentieri ha bisogno di alcuni privati che costruiscano qualcosa per il Comune (ovviamente i benefici per i loro affari se li prendono, per carità!). Il Teatro Galli, che sarebbe un gioiello poter avere ed esibire al mondo, è lì da una vita. Ma la gente ha la memoria corta? Sì! Per cui io invito la gente che ha sempre votato per loro di votare per altri. D’altronde cosa vuoi fare? Dare ancora il voto a chi ti ha preso per i fondelli? Ecco perchè credo che si potrebbe provare a votare per l’attuale opposizione: giusto per provare e vedere come lavorano. Ho sentito molti pareri in proposito. Altra soluzione è una lista civica, fatta di persone pulite, e qui appoggerei in pieno la Lista a 5 Stelle di Beppe Grillo. Altresì sono convinto che il problema più grande sia l’informazione: ad oggi molte persone si sono rese conto di chi governa Rimini. Alle provinciali, nel Comune di Rimini, infatti, la percentuale di elettori del Centrodestra era molto alta, un segno evidente c’è! Ma ad ogni modo credo che bisogni informare adeguatamente i cittadini di come stanno le cose. Per il bene comune credo non sia giusto votare per un simbolo a prescindere e basta, bisogna rischiare nella propria vita e bisogna anche saper fare un passo indietro – certo, anche con amarezza perchè può andare contro la propria storia – perchè non mi sembra giusto votare per chi ti ha raggirato per troppi anni. Qui, il Centrosinistra ha visibilmente fallito, in altre città magari governa pure bene, è un problema di persone. A livello locale è diverso che a livello nazionale. Se Rimini fosse ben governata e se sentissi la gente parlarne bene (con chi parlo sono praticamente tutti scontenti), sarei molto contento. Il comune è la forma più piccola di stato e il benessere lo tocchi un po’ più da vicino, se sono in grado di dartelo!

  • Mauro scrive:

    Sono d’accordo con te, ma dici bene, non è facile andare contro la propria storia, la propria identità e cultura. Perchè il problema è proprio qui, le culture politiche si sono appiattite, sono diventate solo dei paraventi dietro ai quali si nascondono, a volte anche molto malamente, altri, corposi, interessi.
    A sinistra ciò è più grave e problematico che a destra, perchè senza un progetto di cambiamento senza valori ideali profondamente sentiti la sinistra non vive, non può limitarsi a gestire,più o meno bene, l’ esistente. Forse hai ragione tu, forse è necessario perdere per rigenerarsi o forse no perchè gli altri sostituirebbero un sistema di potere ad un altro, e che sistema! Bertolaso docet. Sono all’impasse.
    Spero si rendano conto della gravità della situazione e alle parole facciano seguire fatti significativi che vuol dire in soldoni mollare la presa sulla società, garantire il merito in ogni ambito, fare un passo indietro per fare emergere i non tutelati da una qualsiasi consorteria e che magari sono portatori di idee nuove ed entusiasmo vero, ma non credo che tiferò per una sconfitta del centrosinistra.

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