Ebbene sì, sono uno switcher…
febbraio 21st, 2009 § 0 comments § permalink
Libera Chiesa in libero Stato
febbraio 15th, 2009 § 1 comment § permalink
Non sono molto devoto (e me ne dolgo) ma non sono ateo. Credo, anzi, che la ricerca spirituale (anche se il termine è largamente abusato non trovo, al momento, sinonimi efficaci) sia la forma più elevata di conoscenza. In tutte le religioni, al di là delle forme e dei riti legati ai diversi contesti geografici e culturali, ravviso il medesimo tentativo di conoscere l’inconoscibile e di dare, in definitiva, significato alla vita e al suo mistero.
La ricerca spirituale è una esperienza necessariamente individuale, è un percorso in cui, però, ci si può giovare dell’aiuto degli altri e, spesso, di qualcuno in cui riconosciamo il meglio che noi potremmo essere e che, si dice, in realtà già siamo ma di cui non riusciamo ancora ad essere consapevoli. Quindi il gruppo, la comunità e, dunque, la Chiesa sono, per me, il sostegno dei padri e dei fratelli che aiutano nella crescita e ne sono al contempo aiutati.
La libertà, in questo ambito, è un valore fondamentale: non è possibile essere ‘costretti’ a credere in Dio, è semplicemente assurdo, come è assurdo, ingiusto e controproducente imporre ad altri le proprie credenze. Queste sono idee, mi pare, ovvie tuttavia bisogna riconoscere che laddove una qualsiasi confessione religiosa ha assunto un potere temporale molto spesso essa ha snaturato sè stessa divenendo fonte di divisione e sofferenze. Essa ha inoltre posto in essere pesanti limiti alla libertà della ricerca scientifica di cui è rimasta emblematica, per rimanere al contesto occidentale, la vicenda di Galileo Galilei.
Imporre per legge una morale non funziona oltre che essere ingiusto. Non cessa quindi di stupirmi l’attivismo ‘politico’ di parte delle gerarchie vaticane che non perdono occasione per esternare posizioni, in molte delicatissime questioni che riguardano la vita e la morte, che non fanno altro che radicalizzare il contrasto tra laici e cattolici e che, a mio parere, non contribuiscono affatto a dare soluzioni umane e praticabili (in questo momento storico) con l’umilità e la saggezza necessarie quando si affrontano problemi così grandi.
Dirò di più, secondo me, qualsiasi interferenza e commistione tra il potere temporale (lo Stato) e la religione è esiziale per la religione stessa perchè se da una parte ne diffonde e afferma la presenza secolare dall’altra ne svilisce i contenuti più autentici e autenticamente spirituali, quindi qualsiasi forma di legislazione ‘ad-hoc’ nei confronti di una religione (che si giustifica unicamente, ad esempio, perchè trattasi della confessione più largamente diffusa e praticata in un Paese) è, a mio parere, sbagliata e non aiuta affatto l’affermarsi dei valori più autenticamente religiosi ma ‘soltanto’ il perpetuarsi, in forme diverse, del medesimo potere secolare delle ‘chiese’ che tanto male ha fatto agli uomini (in passato ed anche oggi in varie parti del mondo) ed a Dio stesso (se così posso esprimermi).
Io credo che una forza liberale, democratica, non antireligiosa ma non clericale debba riuscire ad affermare con decisione la scrupolosa, rispettosa, autonomia dei diversi ambiti in cui Stato e religioni operano, in questo senso bisogna con forza sottolineare ciò che si dice all’art.7 della Costituzione e che fa premio sul successivo secondo comma. Personalmente non mi dispacerebbe affatto, limate certe asprezze, una posizione cavouriana che poi, mi pare, abbastanza vicina al dettato evangelico:
“Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio”
E’ un passaggio…
febbraio 10th, 2009 § 0 comments § permalink
Quelle di seguito sono parole non mie che condivido totalmente:
Ci sarà stato un test di gravidanza positivo, e nove mesi di sogni e ansie.
Ci saranno state commozioni e paure, un parto doloroso e il primo abbraccio.
Ci sarà stato un profumo nuovo nelle mani, notti in piedi, poi delle soddisfazioni, un po’ di orgoglio e delle delusioni.
E ci sarà stato amore, perdoni, occhi lucidi e arrabbiature.
Ci sarà stata una foto scattata d’estate che sarebbe poi diventata il tutto.
Ci sarà stato l’amore classico che un genitore sente nei confronti di una figlia.
Ci sarà stata, insomma, una vita.Poi ci sarà stata una telefonata terribile, una notizia terrificante. Urla di disperazione, corse in ospedale, ancora notti in piedi, piene d’angoscia e senza qualcosa..
Io sono molto arrabbiato.
E non perché ad un tratto c’è stata una tragedia terribile: sono troppo distante da tutto questo.
E non perché c’è stato un “errore medico”, una rianimazione eccessiva: “la ragazza è giovane”, avranno pensato…. è umano tentare di salvare…
Ma sono molto molto molto arrabiato per tutti coloro che hanno giudicato e stanno giudicando, ed hanno tentato di interferire e stanno interferendo, a livello politico ma anche mediatico.Coloro che non hanno taciuto in tempo, e che si sono permessi solo di pensare cosa è meglio fare, coloro che nella specificità di un caso traggono opportunità per assecondare consensi generali. Per tutti coloro che puntano il dito verso un genitore, sindacando l’amore figliare in nome del concetto di “vita”.
Tutto questo non si fa’.
Io sono molto arrabbiato.
Perché mi insegnarono che le leggi devono necessariamente avere carattere generale. E che I “poteri” di cui lo stato è investito sono tassativi.
Il parlamento ha il potere legislativo: fa le leggi
Il governo ha il potere esecutivo: fa applicare le leggi
La magistratura ha la funzione giurisdizionale: giudica sulla corretta applicazione delle leggi.A me sembra di sognare, laddove si invoca un intervento legislativo per il caso specifico.
Perché si interviene? Semplice: perché non va bene ciò che è stato giudicato.
Che uso si fa, in questo modo, dei poteri di uno stato?
Si può essere d’accordo o non d’accordo. Non è mai stato un problema questo.Io, non conoscendo quasi nulla, non oso neanche schierarmi. Se ci penso mi rattristo. Penso al padre e non posso neanche immaginare il dolore. Ma poi vedo tutto il frastuono intorno, tutte le dita puntate, tutte le “belle” parole che sottointendono qualcosa di orribile. Mettendo, più o meno velatamente in dubbio, quell’amore, primitivo e naturale che ogni genitore prova nei confronti dei figli. Specialmente nei confronti dei figli che soffrono. Specialmente quelli che non possono far altro che niente. E che magari diventano un mezzo per altri, ed anche il triste e involontario emblema di una lotta ideologica.
Per tutto questo, oggi, sono molto molto arrabbiato.
Facciamo un passo e oplà, siamo di là.”
Inserito da pollu_it il 9 feb ’09 10.59.
Fischia il vento…
febbraio 7th, 2009 § 0 comments § permalink
Costituzione della Repubblica Italiana
PRINCIPI FONDAMENTALI
Art. 1.
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Art. 2.
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Art. 4.
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
Art. 5.
La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.
Art. 6.
La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.
Art. 7.
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
Art. 8.
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.
Art. 9.
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
Art. 10.
L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici.
Art. 11.
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Art. 12
La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.
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