ATTENZIONE! SE LEGGETE IL POST CONOSCERETE LA FINE DEL RACCONTO!
Una storiella di quel gran maschilista di Ernest Miller Hemingway sulla vita e sulla morte, sull’eterno triangolo, con il vero uomo (quello che non deve chiedere mai!) l’uomo-bambino e la donna perversa, ma Ernest è formidabile nel descrivere sullo sfondo della impari battaglia con le bestie della prateria (leoni, antilopi, bufali) la più sotterranea ma non meno letale guerra tra gli umani, in particolare tra Francis e la bella (e crudele) moglie Margaret della quale subisce pavidamente i frequenti tradimenti.
Francis è un codardo, e la sua fuga di fronte al leone pur ferito lo rivelerà a tutti, questa paura è la paura di tutti gli uomini che non sono mai cresciuti e sono, dunque, incapaci di vivere, e sono preda, così pensa Ernest, di queste donne manipolatrici e un pò perverse.
Dopo qualche sbattimento più del normale anche il sistema operativo di Microsoft è andato su card dell’EeePC , anche in questo caso devo ringraziare quelli di www.eeepc.it la cui guida, nonostante dichiarino di non averla testata, ha funzionato egregiamente.
L’unica cosa che mi sento di consigliare è di fare tutte le configurazioni dei driver (con il dvd in dotazione all’eeepc) e tutti gli aggiornamenti di sistema (windows update) PRIMA di trasferire il sistema su scheda con il comando dd, questo perchè il sistema è sensibilmente più lento su scheda e le pesanti operazioni di aggiornamento possono portare via davvero un sacco di tempo.
(Rimbalzo la newsletter del primo BookCamp Italia che si svolgerà domani nella mia città a cura dello ‘storico’ editore Mario Guaraldi)
Al via il primo BookCamp Italia
Organizzato da Marco Barulli, Mario Guaraldi e Antonio Tombolini si terrà l’11 luglio a Rimini, nella suggestiva location di CastelSismondo, BookCamp, la prima non-conferenza italiana, convocata in internet, rigorosamente libera e informale, dedicata al futuro del libro.
Interattività e sapere collettivo sono le parole chiave per questo evento. L’evento è caratterizzato dall’assenza dell’usuale dualismo spettatori vs relatori: non c’è un pubblico passivo, ma tutti sono chiamati a partecipare, e tutti possono effettuare interventi e presentazioni.
L’ incontro di Rimini si articolerà in una serie di gruppi di lavoro cui si sono già iscritte oltre 90 persone, fra le figure più rappresentative
del panorama editoriale italiano. Una quantità e qualità di partecipazione che è essa stessa sintomo della consapevolezza che anche per il libro sono maturi i tempi della rivoluzione digitale, il cui impatto è paragonabile soltanto a quello che ebbe Gutenberg con l’invenzione della stampa.
Cosa cambierà nella filiera produttiva e distributiva del libro nel nuovo scenario della riproducibilità digitale, del commercio elettronico online
e dell’ ebook? Una sfida lanciata al mercato italiano connotato ancora da una pervasiva “immaturità” sul fronte delle nuove tecnologie: nel nostro paese non si fa ricerca e anche gli assetti aziendali delle case editrici non fanno altro che avallare un’anacronistica divisione tra editoria cartacea e genericamente multimediale: da una parte gli informatici e i programmatori puri, dall’altra i redattori tradizionali, mentre è di vitale importanza che ogni figura aziendale sia in grado di integrare sapere e tecnologie al fine di operare in tutte le fasi di costruzione del prodotto-libro qualunque sia la sua “forma” merceologica (carta, PDF online, e-book, MP3 ecc.). Solo in questo modo l’editoria di domani potrà uscire dalla marginalità dei pochi pionieri attuali, per occupare una solida posizione sul mercato internazionale.
Contro questi processi di rinnovamento gioca la resistenza culturale da parte degli editori tradizionali, soprattutto riguardo copyright, con la
questione dei famigerati DRM (acronimo per alcuni di Digital Rights Management, ma nella realtà, come la musica ha già dimostrato, Digital
Restrictions Management). Il tema della proprietà del contenuto immateriale sarà oggettivamente il tema più scottante del dibattito: non a
caso è prevista in apertura della sessione plenaria la presentazione di Richard Stallman, mitico guru del movimento per il software libero, che propugnerà la necessità di una vera e propria lotta contro i DRM, attraverso un attesissimo intervento telefonico.
Nel corso del BookCamp sarà anche possibile vedere dal vivo i nuovi lettori ebook basati sulla tecnologia dell’inchiostro elettronico: dal
Kindle di Amazon, agli europei iLiad e Cybook, fino al Sony. Sarà anche l’occasione per discutere i modelli di business di cui ciascuno di essi è interprete: Amazon col suo formato proprietario e i DRM, iLiad e Cybook al contrario programmaticamente aperti a tutte le piattaforme e a tutti i formati, e Sony a metà del guado col suo Portable Reader, lanciato con un formato proprietario totalmente chiuso, e ora in fase di progressiva apertura e piattaforme e formati diversi.
Altro tema scottante è quello dell’editoria scolastica, anche in funzione delle recentissime disposizioni della finanziaria 2009 sulla possibilità
di fruire i libri scolastici nella doppia versione cartacea e/o digitale, e che vedrà confrontarsi gli editori specializzati tradizionali e piccoli editori multimediali innovativi.
Vista l’ampiezza e la profondità degli argomenti che vi si tratteranno, si può forse dire che il BookCamp di Rimini si va delineando come vero e proprio evento fondativo, una sorta di Costituente della futura economia del Libro.
Mario Guaraldi, fondatore della Guaraldi Editore (1971); dal Convegno
“Per una Editoria Democratica (1974) al BookCamp Italia (2008)
sperimentatore a oltranza di una nuova economia del libro
(www.guaraldi.it)
Marco Barulli e Giulio Cesare Solaroli, fondatori di Clipperz
(www.clipperz.com) , online password manager
Antonio Tombolini, fondatore e amministratore di Simplicissimus Book Farm
(www.simplicissimus.it) .
Londra è meno precisa di Berlino, caotica, sporca, finta ma con squarci di umanità intensa, isole di verde e di pace, grandi e moderni musei (a me è piaciuta soprattutto la Tate modern), vecchie casette a schiera di mattoni scuri e sfavillanti grattacieli della City.
Londra vista così, superficialmente, soffre della omologazione che la globalizzazione ha portato alle metropoli: tutto è uguale dappertutto, stesse catene di alberghi, stessi bar e ristoranti, stessi prodotti in vendita nei grandi magazzini, a volte si fatica a vedere quello che un mio amico chiamerebbe ‘genius loci’ al di là delle messe in scena ad uso turistico, tuttavia la vibrazione di quello che è stato a volte arriva magari non nei luoghi più frequentati ma nelle piccole stradine che collegano le grandi arterie (lo Strand, Regent Street, Oxford Street, Picadilly e Leicester Square) dove sui muri di qualche piccola ma dignitosa casetta trovi delle targhe che informano che li ha vissuto Herman Melville o George Orwell e pur con il passo e la testa del turista di massa qualche luce si accende.
to be continued…
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