Archive for gennaio, 2008

PD atto primo

domenica, gennaio 27th, 2008

Attestato PDAllora ho partecipato (e mi sono anche candidato) alla prima assemblea fondativa del Partito Democratico nel mio quartiere. L’ho fatto perchè sono profondamente, esistenzialmente direi, veltroniano, nel bene e nel male: sono tendenzialmente buonista e ho difficoltà a scegliere e decidere, mi viene da conciliare gli opposti piuttosto… vabbè questi sono cavoli miei; l’ho fatto perchè, comunque, mi pare sia una opportunità e, con tutti i limiti evidenziati da molti e la critica impietosa di Luttazzi, un elemento di cambiamento del quadro politico.

La partecipazione è abbastanza scarsa, mi sarei aspettato maggiore entusiasmo, invece il clima è abbastanza freddo (e non è una questione meteorologica…), un paio di militanti, uno ds e uno margherita, affacendati a preparare il materiale per poter votare, la gente si accomoda e assiste abbastanza assente ai preparativi. Una novità positiva è l’obbligo della perfetta parità di genere in tutte le liste e dunque la necessità di votare contemporaneamente un uomo e una donna, ciò dovrebbe portare ad una classe dirigente finalmente più equilibrata da questo punto di vista..

Mi accorgo subito, però, che la lista bianca, quella per la elezione del segretario del circolo, contiene un unico candidato e questo mi sorprende non poco anche perchè io avevo sottoscritto (erano necessarie almeno 10 firme) per un altro candidato! La cosa più sorprendente ancora è che il candidato unico (uno degli organizzatori della serata, parte Ds) all’apertura dei lavori afferma candidamente che quello è il frutto di un ‘accordo’ non meglio specificato.

Qualcuno accanto a me dice “pataca, bastava che dicevi che non si erano presentati altri…”, l’altro (suppongo parte Margherita) cerca di metterci una pezza e parte con un pò di retorica sul momento storico e bla bla e comunque che era necessario che in questa fase i partiti controllassero il processo costitutivo (la sostanza del suo discorso è questa): pataca, penso io, non siamo noi ad avere bisogno di voi, siete voi ad avere bisogno di noi e se continuate a fare i vostri meschini giochetti spartitori del Partito Democratico in breve non gliene fregherà più niente a nessuno!

Non vi rendete conto dell’ impopolarità di questo ceto politico? Non capite che è necessario uno sforzo vero, disinteressato, di apertura verso la società civile ? La capacità organizzativa, la burocrazia di partito, la macchina, è niente (anche perchè gli altri hanno ancora le televisioni) se non c’è un cuore, io, questo cuore, questa sera, ho faticato a vederlo…

Mi sono alzato e ho detto che la cosa era un pò sconfortante e che la lista con il candidato unico mi riportava alla memoria nefaste democrazie popolari che avevamo giustamente dimenticato, ho poi votato (anche il candidato unico, che non ce l’ho con le persone), ritirato il mio diploma di fondatore, lasciato i miei cinque euro e me ne sono andato. Se il buongiorno si vede dal mattino…

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Chiedo perdono

martedì, gennaio 22nd, 2008

Di fronte al linciaggio mediatico di 67 eminenti professori dell’Università Italiana, rappresentanti di quella conoscenza scientifica che, umilmente, per prove ed errori, ci ha consentito di vincere la fame e molte malattie (ma non è riuscita ancora a risolvere il problema della ‘munnezza a Napoli ;-) ) i quali hanno avuto la sola colpa di esprimere opinioni assolutamente legittime relative alla vita del proprio ateneo, dovremmo solo vergognarci e chiedere loro perdono.

Vi invito a firmare il documento di solidarietà con i 67

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American gangster

lunedì, gennaio 21st, 2008

Locandina American GangsterE’ la storia dell’ascesa e della caduta di un potente boss che aveva costruito la sua fortuna basandosi su solidi valori familiari e, al contempo, su una condotta spregiudicata e amorale non priva di intuito ed intelligenza. Non mancava di accompagnare l’anziana madre in chiesa alle funzioni domenicali e nonostante la ricchezza osservava una certa morigeratezza dei costumi: non beveva, non fumava, non si drogava, non tradiva la bella moglie.

Per quanto sia difficile crederlo non si tratta di un film sull’attualità politica italiana ma del ‘gangster movie’ del grande Ridley Scott, quello di Thelma & Louise , di Blade Runner e de Il gladiatore , qui tuttavia non si trova un idea nuova che sia una. I luoghi comuni del genere ci sono tutti a partire dal poliziotto dalla vita privata sfasciata ma integerrimo (Russel Crowe), alla violenza spietata del boss che però ha una sua etica (Denzel Washington), dalla polizia corrotta alla downtown degradata sullo sfondo della guerra del Vietnam.

Si fatica un pò a credere che sia una storia vera vista l’abbondanza degli stereotipi rappresentati, su tutto prevale quella che il mio amico Pietro chiamerebbe ‘visione estetizzante’ tipica di un regista come Scott che proviene dalla pubblicità, ma che altrove aveva vestito storie più originali.

Mi rimane la consolazione di rilevare che almeno ho una cosa in comune con Russell Crowe: la pancetta! Anzi lui di più. Probabilmente anche lui è reduce dalle abbondanti libagioni natalizie: nelle scene d’azione la fatica dell’attore pare, al contrario del resto, assai vera e muove un pò a compassione.

Scusa Russel avrei voluto essere più… clemente, ma non ci sono riuscito.

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Ferrara

venerdì, gennaio 18th, 2008

Ferrara monumentoDISCLAIMER: questo post contiene turpiloquio non gratuito.

Ferrara si crede moderno a fare l’antimoderno in realtà lo fa solo per fare incazzare i suoi ex compagni di partito.

Basta non “cagarlo”…

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