Archive for dicembre, 2007

L’amore ai tempi del colera

mercoledì, dicembre 26th, 2007

Fermina DazaSi sa non è cosa facile fare un bel film da libri e autori importanti, ci vorrebbe un Luchino Visconti, un maestro, insomma, per restituire almeno in parte la magia di questi grandi libri altrimenti si fanno degli adattamenti per la massa, lavori anche dignitosi che strizzano molto l’occhio allo spettatore imbolsito dalle abbondanti libagioni natalizie.

In questo caso si sta su una via di mezzo che alla fine scontenta tutti, mi dispiace perchè gli attori sono tutti bravi (a partire da Giovanna Mezzogiorno e Javier Bardem) e la fotografia, le ambientazioni sono molto belle e suggestive, la musica un pò eccentrica (Shakira?) ma ci sta, tuttavia si esce poco convinti della riuscita dell’impresa, non ci si diverte più di tanto, nè si riesce a cogliere appieno la magia e la poesia della storia.

La scena d’amore tra i due amanti ormai anziani è, tuttavia, commovente e importante come sottolineava la stessa Mezzogiorno in televisione, concordo poi con quanto si dice qui e con quello che cantava Franco Battiato ne “La stagione dell’amore” (da “Orizzonti perduti”, 1983):

La stagione dell’amore viene e va,
i desideri non invecchiano quasi mai con l’età..

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Mio babbo fava i mattoni

sabato, dicembre 22nd, 2007

I costruttori - LegerAlberto, Rosa due ragazzi di 36 anni, Bruno e Giuseppina i loro due figli di 11 e 8 anni rispettivamente. Tutti insieme su un camion con poche povere cose verso il mare, verso la loro nuova vita in città.

E’ il 1956, Rimini sta costruendo la sua parte di “miracolo italiano”. I turisti italiani e stranieri cominciano ad arrivare in massa. Si devono costruire gli alberghi e le pensioni che li ospiteranno. Alberto e Rosa, contadini, sono i costruttori di questa nuova Rimini. Lui diventa muratore lei fa le camere nelle pensioni. La vita non è facile, i ragazzi devono crescere in fretta, non c’è la scuola nel loro futuro: Bruno va in officina a riparare prima le biciclette poi le auto, Giuseppina in sartoria. La loro scuola è il lavoro. Dopo qualche anno Alberto riesce ad ottenere un lavoro come spazzino comunale, è una crescita sociale notevole, un lavoro giustamente remunerato e non massacrante per quanto oggi pochi lo riterrebbero tale.

Rosa lavora solo, si fa per dire, nella stagione estiva, prima in qualche pensione familiare poi, assunta dalla cooperativa bagnini, pulisce i bagni pubblici sulla spiaggia, anche lei si ritiene fortunata perchè così riesce a integrare facendo le sabbiature ai turisti. Nelle ore più calde della giornata, con la sabbia che ustiona i piedi lei ricopre di sabbia calda giovani e anziani con le articolazioni doloranti poi dopo qualche minuto li tira fuori che sembrano tutti degli yeti. Io, ragazzino intorno ai 10 anni, odio questo lavoro, non solo per il caldo ma anche perchè mi disgustano un pò quei corpi sudati ricoperti di sabbia ma lei vuole che li aiuti a rialzarsi e io, sia pure di malavoglia, lo faccio saltellando da una buca all’altra.

Questo ricordo è il mio regalo, babbo.

Buon Natale

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Natale 2007

domenica, dicembre 16th, 2007

Una immagine (forse poco) natalizia che mi è stata proposta da mia figlia fan di Victoria Frances.

Solitude

Diciamo che posso ancora permettermi di essere kitsch (e impreciso). Auguri.

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In memoria degli operai morti a Torino

giovedì, dicembre 13th, 2007

Non so nulla di loro, non capisco nulla delle accierie, guardo in televisione i volti dei sopravvissuti, e prima di sentire le loro parole so che se la “nostra stanca civilità” ha una speranza è perchè loro ci sono ancora.

Un ringraziamento a Gad Lerner che non ha mai smesso di parlare di questa realtà. La rabbia è anche che ne parliamo solo quando muoiono. Moni Ovadia ha recitato questa poesia di Brecht:

Domande d’un operaio che legge

Chi costruiva Tebe dalle sette porte?
Nei libri leggo i nomi dei re.
I re hanno trascinato i blocchi di pietra?

E tante volte distrutta Babilonia,
Chi di nuovo la riedificò?…

… La grande Roma
è piena di archi di trionfo. Chi li fece? Su chi
trionfarono i Cesari? La tanto decantata Bisanzio
aveva solo palazzi per i suoi abitanti?…

Il giovane Alessandro conquistò l’India,
egli, da solo?

Cesare sconfisse i Galli.
Non aveva neanche il cuoco con sé?

Filippo di Spagna pianse, quando la sua flotta
affondò. Nessuno pianse oltre di lui?

Federico II vinse la guerra dei sette anni.
Chi la vinse oltre di lui?

Ogni pagina una vittoria.
Chi preparò il banchetto per i vincitori?

Ogni dieci anni un grand’uomo!
Chi ne pagò le spese?…

Tante vicende.
Tante domande.

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