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martedì, agosto 28th, 2007Alcuni punti di accesso wi-fi che dovrebbero essere gratuiti. Così almeno da fonte credo sicura (sito italiano di Intel e segnalazioni dei proprietari).
Alcuni punti di accesso wi-fi che dovrebbero essere gratuiti. Così almeno da fonte credo sicura (sito italiano di Intel e segnalazioni dei proprietari).
Un film che offre un’immagine inconsueta di Rimini, città del divertimento nell’immaginario collettivo e qui fredda e sconsolata come i personaggi del film. Ma questa è solo la superfice, nel professore Daniele Dominici (un Delon in versione ‘maudit’) pur nella disperazione c’è ancora un anelito di speranza, una ancora non rassegnata fiducia nell’amore e nella sua purezza che egli sembra ritrovare nella sua bella allieva Vanina.
Ma ormai è troppo tardi, pur essendo giovanissima Vanina ha già bruciato la sua giovinezza e lo stesso Daniele alla fine è incapace di abbandonare la sofferente moglie (Lea Massari). Le sue speranze si infrangeranno tragicamente sulla strada.
Un film intenso forse un pò troppo melodrammatico comunque complessivamente riuscito anche per lo straordinario gruppo di attori presenti (Giancarlo Giannini, Renato Salvatori, Adalberto Maria Merli, Lea Massari, Alida Valli e Salvo Randone oltre allo stesso Delon).
Per quanto riguarda la città credo che questo sia l’unico film su Rimini che abbia cercato di scavare sotto la sabbia per descscrivere nel tempo presente l’anima di questo ‘paesone’. Amarcord stesso, che è il film più grande e bello (a mio parere) di cui la città è protagonista è il sogno di Fellini (e Guerra) e ha dunque con la realtà un rapporto filtrato dalla fantasia onirica di quei grandi in cui si riconosce una mitica ‘cifra’ riminese, qualcosa che i riminesi conoscono e che spesso decade (beninteso non nel film) in luogo comune….
Bellissima e caldissima giornata di sole, non sembra di essere alla fine di agosto. Ancora con i postumi delle abbondanti libagioni della serata precedente (trattoria della ‘Contessa‘ in quel di Bordonchio, crostini, grigliata, sangiovese doc e limoncello) distesi a rosolare per bene, a mezzogiorno ci siamo concessi un buon ’scoglio’.
Qui alle ‘Bolognesi‘ atmosfera tranquilla anche se ha fama di essere la spiaggia ‘trasgressiva’ di Rimini: il solito gruppone di riminesi (tra i quali molti miramaresi) dediti perlopiù alle chiacchere e ai racchettoni che quest’anno pare abbiano sostituito il beach-volley, qualche famigliola, i giochi di carte sotto il gazebo del bagnino Valerio, le cui freddure aiutano a sopportare il solleone, ma verso Miramare e Rivazzurra la situazione cambia: la spiaggia è diventata un bazaar, in parole più forbite, un vero casino: venditori ambulanti di diversa etnia e specificità merceologica (dal Senegal all’Indio, dalla cinture agli orologi ecc. ecc.) hanno creato un corridoio di merci in cui la gente passa neanche tanto infastiditita, qualcuno/a (più di uno) si ferma e compra anche. Non va bene la spiaggia non è, non deve essere un mercato ambulante peraltro illegale, non ho soluzioni ma solidarizzo con chi cerca di arginare il fenomeno piuttosto che con quelli che fanno retorica sul terzomondismo….
Siamo al capolinea, quando arriviamo qui i riminesi sanno che l’estate è finita e che si può cominciare a tirare le somme.
A mio modestissimo parere questa è stata una estate ancora più incattivita (recenti episodi di cronaca lo confermano drammaticamente) e d’altra parte ancora più incolore, si c’è stato il rosa della notte del 30 giugno ma basta un episodio a cambiare un modello palesemente in crisi non solo economica ma culturale e sociale? Siamo su un piano inclinato e si avverte una mancanza di fiducia nelle possibilità di cambiare, di immaginare e relizzare un modello diverso. Forse non siamo mai stati abituati a pensare più in là di una stagione, non siamo abituati a riflettere su di noi, chi siamo ? e dove voglia mo andare ?
Forse è il momento di cominciare a farlo…
Per una più seria e approfondita analisi sulla questione leggi il commento di un ‘addetto ai lavori’